Incontro con lo scrittore Paolo di Paolo per presentare il suo libro
“Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente” (Solferino, 2025)
13 aprile 2026
ore 16,30 – 18,00
Auditorium Giuseppe Togni
Roma – Via Ravenna, 14
Saluto di apertura
Giovanni Gualario, Vicepresidente Federmanager Roma
Presentazione del Libro
“Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente” di Paolo di Paolo
dialoga con l’autore Marco Guerra, Libreria PAGINA 348 di Roma

Paolo di Paolo è nato a Roma nel 1983. Laureato in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, con dottorato di ricerca in Studi di storia letteraria e linguistica italiana all’Università di Roma Tre. Ha esordito nel 2003 ha esordito con i racconti “Nuovi cieli, nuove carte”, finalista al Premio Italo Calvino per l’inedito. Ha pubblicato numerosi romanzi, saggi e libri per ragazzi, nonché alcuni testi teatrali. Tra i romanzi, “Mandami tanta vita”, Feltrinelli, Milano, 2013 (Finalista Premio Strega 2013), “Lontano dagli occhi”, Feltrinelli, Milano, 2019 (Premio Viareggio Rèpaci 2020), “Il giorno in cui la letteratura morì”, Tetra, Viterbo, 2023 e “Romanzo senza umani”, Feltrinelli, Milano, 2023. Tra i saggi, “Montanelli. Vita inquieta di un anti-monumento”, Mondadori, 2021 e “Rimembri ancora. Perché amare da grandi le poesie imparate a scuola”, Il Mulino, 2024. Tra i libri per ragazzi, “La mucca volante”, Bompiani, 2014, tradotto in cinese, “Papà Gugol”, Bompiani, 2017 e “I classici compagni di scuola”, Feltrinelli, 2021.
L’incontro è fruibile anche on line ma si raccomanda vivamente la partecipazione in presenza.
Al termine dell’incontro sarà possibile acquistare una copia del libro autografata dall’autore.
Piero Gobetti a ventiquattro anni aveva fondato tre riviste, scritto di politica, di teatro, di letteratura, d’arte, aperto la casa editrice che ha pubblicato “Ossi di seppia” di Montale. Già prima del delitto Matteotti, aveva denunciato la minacciosa demagogia del fascismo, l’uso politico della violenza e si era opposto frontalmente a Mussolini, che impartì al prefetto di Torino l’ordine di «rendergli la vita impossibile». Piero Gobetti è morto a Parigi nel 1926, che non aveva ancora 25 anni, solo, stanco, ma con la testa piena di progetti e una visione culturale davvero europea.
Paolo Di Paolo ripercorre questa esistenza luminosa in modo personalissimo e con la lente di una prossimità che oggi si avverte con più forza: quella di Piero non è affatto una parentesi chiusa nella storia, nella pagina di una vecchia rivista. Al contrario, la voce del ragazzo con gli occhiali a stanghetta e i capelli arruffati risuona di nuovo nel deserto del nostro cinismo. Ricaricando di senso una grande lezione morale, invitandoci a «restare politici nel tramonto della politica», a non arrenderci mai al pessimismo e alla rassegnazione.
